Charalampos Anninos (o Avvacum o Irodis Attikos o Rakosilektis o Tenekes ect.) figlio di Gerassimo Annino e di Elena Skiada, nato ad Argostoli. Nel 1870 fu partito per Atene dove ha lavorato per un anno al Tribunale come sottosegretario. Dopo ha vissuto a Napoli e a Roma, dove ha lavorato come impiegato al consolato Greco. Due anni piu’ tardi ritorna ad Atene e nel 1878 comincia a occuparsi di giornalismo, come collaboratore del giornale “Neologos Di Atene”. Parallelamente aveva una rubrica d’attuali commenti con titolo Targhe al giornale di Dimitri Koromila, mentre era il fondatore e stabile redattore del giornale “Asti” (dal 1885), caporedattore di “Kathimerini” di Mihali Lampru, direttore del giornale dell’Associazione Filosofica “Parnassos”, collaboratore di “Asmodeu” (di Emmanuil Roidi e Themu Anninu), direttore della caduca rivista mensile illustrata “Iris” (1924) e collaboratore a vari giornali, riviste e diari di Atene.
Fu stato membro fondatore dell’Accademia di Atene e dell’Associazione Storia e etnologia, presidente dell’Associazione Scrittori Drammatici Greci. Mpampis Anninos ha avuto tanti premi, come la medaglia di “Sotiros” (1889), il “Premio d’Oro” per le Lettere e l’Arte (1914) e il premio del Accademia di Atene (1925) per il suo lavoro “Istoria Simiomata”. E’ morto ad Atene.
Il suo primo contato con la letteratura fu stato nel 1870 con la sua proposizione, al concorso Vutsineo, della raccolta poetica “Likavges”, la quale fu premiata. Speziale successo hanno avuto, i lavori teatrali, molto amati dal pubblico e ripetuti per molti anni alle salle di Atene, scritti da Annino e Giorgio Tsokopulo nel 1907 e 1908, nel 1913 si e aggiunto anche Polibios Dimitrakopulos.
Mpampis Anninos ha avuto la fortuna di essere molto popolare finche’ era vivo, ma fu scordato appena morto. Il lavoro che ha lasciato ha a che fare con il giornalismo, il teatro, la poesia, la prosa, la traduzione, la storiografia e il saggio. Espressionalmente si mette nell’ambiente della commediografia con enfasi nel umorismo del linguaggio, specialmente tramite l’arte della battuta. Nel linguaggio fu stato sostenitore della lingua Greca pura, per la sua grande ricchezza rispetto l’attuale lingua. Formando un apprezzabile linguaggio personale
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